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Lo staff di Birimbao ha preso parte alla serata di inaugurazione della Mostra fotografica di Alfredo Macchi, Andare Oltre, nella quale sono state esposte le immagini scattate in Madagascar nel villaggio degli Spaccatori di Pietre, dove Birimbao insieme a Kairos sta portando avanti il progetto "Una sorgente per la vita".
"Ma che stanno facendo con tutte queste pietre?Una piramide??". Un ticchettio assordante ti martella le orecchie, mentre un visitatore ignaro, appena uscito dal suo ufficio romano, ti chiede cosa stiano facendo questi personaggi riprodotti nelle splendide foto di Alfredo.
Passano le immagini del video: mani, martelli rudimentali, pietre, tic ...tic...tic... suoni che risuonano nelle sale della mostra e che stanno risuonando, anche ora, nel villaggio di spaccatori tanto lontano dalla nostra realtà. Che sensazioni ed emozioni strane ti dà il pensare che queste immagini siano finite nella capitale ad una mostra internazionale, mentre laggiù continua la vita di sempre...le ultime news dal villaggio: mancano farmaci per un bambino, Dino, Kalla e gli altri bimbi domandano quando ritorniamo, ci chiedono poi di portare anche le foto. Ottimo il lavoro, che continua, dei nostri collaboratori malgasci. Un grazie meritatissimo anche a loro, un grazie anche ad Alfredo e a Kairos.
Ma seguiamo la nostra mostra fotografica: si parte con un'immagine bellissima di un paesaggio naturalistico azzurro: il mare e una piroga in lontananza: quello che i turisti vedono dai loro bungalow sulla spiaggia. Ecco, poi, la prima foto di un uomo che con una lancia cerca di spaccare la pietra sulla scogliera: "E' incredibile il colore della pelle è quasi come la pietra!". Continua il nostro visitatore nel suo soliloquio.
Il percorso prosegue e seguiamo il lento cammino delle pietre: dalla zona costiera, dove vengono raccolte, poi sono portate in testa e in spalla dagli uomini e dalle donne fino al villaggio, dove verranno ulteriormente lavorate.
"Ma cos'ha in faccia quella donna? Cos'è quel giallo sul viso?" Ci domanda il nostro visitatore. E' un rimedio naturale che le donne del luogo usano per ripararsi dal sole, una specie crema protettiva, perché con grande dignità ci tengono alla loro bellezza e se guardate bene le foto non mancano alle donne dei tocchi di femminilità: orecchini, smalto alle dita che lavorano la pietra. "Ma poi che fine fa la pietra? No, non costruiscono le piramidi come gli egiziani, nessun Tutankamon nei paraggi! Semplicemente le pietre sono poi messe in sacchi e vendute a privati per pochi euro. Ed ecco i sacchi di pietra davanti alle capanne sgangherate, tra i bambini del villaggio, che ci colpiscono per le loro espressioni e per i loro sguardi. Sguardi duri e, a volte, spaventati.
Continua il nostro visitatore: "Che ombre! che luce!" mentre si sposta davanti all'immagine per coglierne meglio i tratti. Già, splendida la foto. Ma cosa c'è oltre quelle luci, quello sguardo tanto duro, tanto spaventato? Il visitatore ignaro risponde "E' lui! l'istinto darwiniano di sopravvivenza della specie!" . Vero. Ma aiutiamolo a formare il puzzle del suo sapere e andiamo oltre: negli occhi c'è la paura di un bambino di tre anni, che non ha mai visto un fotoreporter e dei bianchi tanto vicini a lui. Da qui la risposta di difesa perché per lui vedere dei bianchi, "vasà", come li chiamano in malgascio, nel suo villaggio è rarissimo. E' come vedere extraterresti... siamo marziani, insomma! Non è abituato a uomini con occhi chiari, pelle chiara, non è abituato alla nostra presenza e si intimorisce, ti guarda con occhi duri, quasi a dirti con gli occhi "non ti avvicinare!", vuole difendere il suo territorio, la sua pietra.
"Andare oltre" è questo. E' farsi domande, chiedere, informarsi per vedere al di là dell'apparire, per capire e dare un senso alle immagini, che sono la testimonianza di una realtà di povertà estrema, in questo 2008, in questa caotica Roma 2008 tra taxi, turisti e Colosseo.
Oltre l'immagine, insomma, oltre l'apparire, ci sono delle persone che abbiamo incontrato lungo il nostro cammino, esseri che chiedono coi loro sguardi un po' di giustizia. Andiamo oltre, quindi, e integriamo l'apparire con il grande messaggio di solidarietà che si vuole lanciare con queste foto, che toccano il cuore. Questa realtà è davanti ai nostri occhi, possiamo far finta di non vedere, possiamo far finta di non sentire. Ma loro esistono, eccome. Ora lo sappiamo. Sta solo a noi decidere se rimanere a guardare e osservare o andare oltre e fare qualcosa, per quanto possiamo, ciascuno con le proprie forze, per dare un senso diverso alla giornata di questi piccoli, perché i loro occhi siano più sorridenti, meno sofferenti, più spensierati.
Col progetto "Una sorgente per la vita" vogliamo raggiungere questo grande obbiettivo, ma ci serve con urgenza anche il tuo aiuto:"Fate tutto il bene che potete, con tutti i mezzi che potete, in tutti i modi che potete, in tutti i luoghi che potete, a tutta la gente che potete, per tutto il tempo che potete". (John Wesley).
Per andare oltre basta contattarci! Andremo OLTRE insieme!
Grazie!
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