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Raffaella, responsabile del Progetto in Madagascar, e Marina, ci aggiornano sui nostri progetti attivi in Madagascar:
Sono passate ormai diverse settimane dal rientro dal Madagascar dove siamo rimaste dal 28 agosto al 23 settembre. Ogni rientro richiede sempre qualche tempo per riflettere su quanto visto e quanto vissuto prima di mettersi a scrivere.
Centro Rieducativo Anjanamasina
Ma riecco gli obiettivi:
• Osservare la realtà educativa dei Ragazzi del Centro Rieducativo di Anjamasina.
• Iniziare una collaborazione con il personale del Centro Rieducativo.
Lungo il tragitto del rientro in aereo mi ponevo una domanda: obiettivi raggiunti? Giusta la domanda, ma vediamo di ritornare a quei giorni.
Un po' di cronaca:
Abbiamo visitato il Centro Rieducativo di Anjamasina il 29 settembre insieme a Madame Oliette, mamma di Hery, il nostro importante contatto in Madagascar, che si occupa di mantenere i rapporti della nostra associazione con le realtà locali che richiedono il nostro aiuto. Si sono poi fissati dei colloqui col direttore del Centro, Mr. Rajaonarison Jean de Kopy, per capire meglio la realtà del centro nonché prendere gli accordi per organizzare qualche incontro coi ragazzi. A seguito degli incontri si è concordato di organizzare una giornata in cui distribuire dei vestiti ai ragazzi, pantaloni e magliette, dato che il direttore ci ha segnalato questa necessità. Inoltre, sempre su richiesta del Centro ci sono stati richiesti degli annaffiatoi, del sapone per l'igiene personale, dei catini e del materiale didattico.
Giovedì 6 settembre abbiamo organizzato una giornata coi ragazzi del centro per raccogliere dei loro disegni da riportare in Italia. I ragazzi partecipano incuriositi all'attività, appaiono molto collaborativi e non mancano di donarci dei veri e propri disegni d'artista.
Le due ore coi ragazzi trascorrono velocemente e ci ritroviamo all'8 settembre ultimo giorno al Centro in cui si decide di organizzare un pranzo comunitario coi ragazzi e il personale del centro. I ragazzi collaborano nella preparazione della giornata in cui assaggiano, forse per la prima volta, un tipico piatto italiano.
La nostra permanenza al Centro è stata utile poiché si è potuto focalizzare meglio l'attenzione sulle necessità del centro e conoscerne da vicino la realtà.
Livello strumentale:
Per quanto concerne questo livello siamo rimaste colpite dalle stanze e dai letti dei ragazzi: non ci sono materassi e i ragazzi dormono sulle tavole dei letti o su della paglia.
Livello educativo:
Attualmente vi sono 46 minori nel centro e da giugno 2007 i minori oltre ad essere seguiti dal personale interno del centro, sono seguiti anche dal personale della ONG locale FIVE che sta svolgendo un progetto, che terminerà a luglio 2008.
Il progetto di FIVE prevede un lavoro su diversi piani, l'obiettivo è potenziare la proposta rieducativa dei ragazzi. Attualmente Alice Ravoson, coordinatrice del progetto, si sta occupando di fare un'analisi dettagliata della situazione attuale del Centro, svolgendo di colloqui coi ragazzi e col personale del centro. Successivamente si prevede l'inizio di laboratori ludico-sportivi, creativi e di falegnameria per i ragazzi.
Quello che mi fa presente Alice, durante uno dei colloqui, è la presenza di problemi di denutrizione alimentare nonché di parassitosi intestinali.
Questi problemi determinano molte difficoltà ai ragazzi, nelle sue parole: "Se non si alimentano, non hanno le energie per partecipare alle nostre attività!Non hanno le forze per fare sport!".
I ragazzi sono già stati visitati da un medico e da un nutrizionista della ong Fuve, che ha stimato che l'apporto nutrizionale giornaliero dei ragazzi è meno del valore minimo. Di solito i ragazzi mangiano riso e Alice mi spiega che come ong Five sta lavorando per potenziare l'alimentazione dei ragazzi, portando giornalmente alimenti (latte, pane, legumi).
Si concorda con Alice una collaborazione continua in questi mesi, per avere aggiornamenti sul loro progetto e per segnalarci ulteriori necessità che hanno durante il loro lavoro. Solo seguendo passo passo il loro lavoro, possiamo pensare a come proseguire questo cammino.
La visità ad altre realtà e la distribuzione del materiale
La nostra permanenza in Madagascar è stata occasione anche di distribuire ad altre realtà povere limitrofe a Tana insieme a Madame Oliette Rakotondrarsima e al sindaco di Anosiala Monsieur Mamy Rabentrina il materiale che abbiamo inviato col container di luglio 2007.
E così abbiamo visitato il centro disabili di Suor Bernadette, alla periferia di Tana e poi le scuole di Ambohijoky.
Nosy Be: dai Bambini di Manina
Dopo 15 giorni ad Antananarivo si vola a Nosy Be: obiettivi un po' di relax e consegnare del materiale all'associazione I bambini di Manina.
Sabato 15 settembre abbiamo conosciuto Manina, impegnatissima nell'inaugurazione di una scuola ad Ambondrona. Le abbiamo consegnato il materiale e abbiamo trascorso un po' di tempo con lei, conoscendo altri fantastici italiani, Carmen, Ludovico e Gabriele. Manina è davvero splendida, un grande esempio, la sua carica umana è fortissima e ora più che mai ho capito le sue parole " Qui non ci sono progetti, ci sono necessità!". E' vero! Quanto ha ragione.
Il viaggio continua ma stesi su una spiaggia a Nosy Be, in completo relax, può sempre capitarti di tutto e si aprono nuove strade. E nascono nuove idee e nuovi progetti di fronte alle necessità, che ti balenano sotto gli occhi.
Il rientro in Italia:
Ora il pensiero è a quei bambini visti, ai loro sorrisi, ai loro "misaotra" quando ricevevano i nostri doni. Riguardando le foto scattate , un solo pensiero: "come non continuare ad aiutarli?". Non siamo nati solo per noi.
Forse "ideare progetti", qui in Italia, è uno dei modi per tener fermo il timone del cuore sulla direzione "mai dimenticarsi di loro"?
Lascio aperta la riflessione. Intanto mora mora, proseguiamo il cammino! C'è tanto da fare e ogni nostro attimo è prezioso!
Ah, dimenticavo: obiettivi raggiunti sotto quello stupendo cielo blu malgascio!
Raffaella e Marina
Vedi la lettera con cui il direttore del Centro di Anjanamasina ringrazia i nostri volontari (pdf)
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