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Pubblichiamo integralmente l'ultima lettera ricevuta da Vera, la responsabile e creatrice del Fondo Colorato di Alice a Capoverde che ci racconta la sua esperienza e le sue richieste di aiuto.
I "miei" asili "Fondo Colorato Alice"
Il progetto dell'asilo nasce nel 1998, a seguito di una mia vacanza a Cabo Verde, nella quale sono stata molto coinvolta dalla situazione di bisogno della popolazione e in particolar modo dei bambini; bisogno che abbraccia tutti gli aspetti della vita famigliare e sociale.
Come sapete questo e' un paese povero, che non ha risorse naturali, che non ha attività produttive, che vive economicamente degli aiuti internazionali e delle rimesse degli emigrati, che sono quasi il doppio dei restanti residenti Caboverdiani.
In questa isola, Santo Antao, le attività principali sono la pesca e l'agricoltura, scarsissima per via della siccità, le piogge avvengono una volta all'anno, se siamo fortunati.
Da qualche anno si sta sviluppando anche l'attività turistica, ma riguarda soprattutto le isole di Sal e Boa Vista, avendo queste le condizioni naturali migliori dal punto di vista turistico (mare meraviglioso e spiagge paradisiache).
Anche se esiste una alta percentuale di scolarizzati, la disoccupazione e' altissima, le possibilità di impiego sono quasi nulle, rispetto al numero della popolazione in età lavorativa.
Le strutture sanitarie e l'assistenza ai più disagiati sono a livelli così bassi da inglobare la sofferenza e la soglia della estrema povertà.
Le fasce sociali più a rischio, sono come sempre le più deboli: i bambini, i vecchi e gli handicappati fisici e mentali.
Quando sono arrivata nel 1998, a Ponta Do Sol esisteva solo un piccolo asilo infantile, patrocinato da una ONG della Danimarca; accoglieva circa trenta bambini.
Si può immaginare quanti ne restavano per le strade se si pensa che la popolazione e' composta per tre quarti da ragazzi al di sotto dei 18 anni.
Dopo due mesi di permanenza nei quali mi sono sentita sempre più coinvolta, c'erano una sessantina di bimbi piccoli e stradaioli arruffati e scalzi, che venivano a casa mia per ricevere pane e marmellata (era il massimo che potevo fere in quel momento).
Occhi sgranati e bocca sempre sorridente, malgrado tutto. E' nato cosi il desiderio di essere davvero utile con un progetto più articolato e di lunga scadenza, che aiutasse almeno in parte a risolvere quella situazione evidente di semi-abbandono, in cui si trovavano i bambini, specie in età pre-scolare.
Non e' stato facile per me perfetta sconosciuta, che mi proponevo sì come volontaria, ma senza mezzi economici e senza appartenere ad alcuna associazione a copertura o referenza, ottenere la fiducia necessaria e trovare i mezzi che permettessero di sviluppare il progetto (il mio, perchè di questo si trattava in verità, nato da esigenze e prese di coscienza del tutto personali) .
Ho battuto a tutte le porte, istituzionali e non; ho passato quasi due anni viaggiando da Cabo verde all'Italia e viceversa, ho inviato centinaia di lettere e fax, parlato con decine di persone, con caparbieta' e perseveranza ho stilato e presentato il progetto di una casa di accoglienza, credendo fermamente che fosse giusto e necessario; che ogni bambino di questa terra ha il diritto di avere la possibilità di crescere e svilupparsi in condizioni salutari, armoniose, di protezione e di conoscenza, come meriterebbe ogni bambino del mondo, di avere un'alternativa alla strada, all'abbandono.
Le mie insistenze a informare e coinvolgere persone e istituzioni in questa visione di solidarietà costante (e non casuale come di solito avviene,) ha dato i suoi frutti e nell'Ottobre 1999 ho aperto le porte dell'asilo Fondo Colorato Alice, con il patrocinio morale e sociale di questo paese, e con l'aiuto economico dei Padri Cappuccini di Fossano per mezzo della associazione AMSES delle Missioni Estere.
All'inizio e' un asilo molto arrangiato, i fondi non sono sufficenti per un adeguato sussidio didattico(materiali ausiliari) e organizzativo strutturale(maestrine, collaboratrici, mensa) ancor meno per assolvere alla sintesi che mi ero proposta; di creare: "l'asilo migliore per i bambini più poveri". Slogan che con difficoltà riesco ancora a far passare nella coscienza di molti. Forse perchè contraddice la regola che dice assolutamente il contrario? Non sono sicura che la mia scelta di dedicarmi anima e corpo a questo progetto si riduca alla somministrazione di un piatto di riso e una matita.
La solidarietà di alcuni amici mi e' venuta incontro e ha permesso di continuare migliorandoci, anche se ancora c'e' molto da fare.
Oggi sono otto anni che l'asilo assolve il suo compito con dignità, sono passati da noi per poi andare alla scuola elementare circa 250 bambini, in un paese che fa circa duemila abitanti. Il criterio di scelta di accoglienza(la richiesta e' maggiore dei 50 bimbi che possiamo avere, problemi di spazio e economici non ci permettono di più) e' la povertà, il numero di figli interno alla famiglia e secondo le esigenze lavorative delle madri.
Proprio questo problema, la fortuna di un lavoro per alcune madri con bimbi di 2 o 3 anni, età non contemplata dal prescolare, mi e' stato presentato con preoccupazione da molti genitori. Non esistono qui asili nido, e questo spesso pregiudica la possibilità di un lavoro e la conseguente già precaria economia famigliare. Il lavoro delle donne e' molto importante in questo paese, sono l'arteria economica vitale della famiglia, di conseguenza una via essenziale allo sviluppo totale del paese.
Lo so! Ragione per cui nasce l'esigenza di un nuovo spazio, una specie di asilo nido destinato proprio a questo scopo. Non posso fare a meno di darmi da fare e in Ottobre del 2005 ho aperto anche le porte di questo asilino. Lo spazio in affitto non e' grande, puo' accogliere solo 16 bambini, sedici mamme in più che lavorano.
Purtroppo questo asilo non e' sostenuto economicamente da nessuno al momento, e vive di riflesso all'asilo F.C.A e con l'aiuto di parenti e amici.
La associazione AMSES non può patrocinarlo per il motivo che tutti i loro investimenti sono momentaneamente rivolti all'isola di Fogo (ospedale e villaggio turistico equo-solidale).
So di aver precorso i tempi e spinta da grande volontà di essere utile, ho fatto il passo più lungo della gamba,come si suol dire.
Ora non mi resta che appellarmi alla solidarietà sociale, allo spirito di partecipazione nei bisogni di una comunità tanto lontana si, ma solo geograficamente.
Le istituzioni locali non hanno la possibilità nè la forza economica di appoggiarlo, i genitori pagano una piccola retta di 5 euro al mese. La assolvenza e' del 65%.
Gli asili sono così organizzati:
Fondo Colorato Alice
| Accoglienza |
50 bambini, (divisi in due turni mattina e pomeriggio) |
| Orario |
dalle 8 alle 12 e dalle 13 alle 17 |
| Pasti somministrati |
colazione e pranzo(primo turno) merenda e cena (sec.turno) |
| Personale lavorativo |
tre insegnanti e due collaboratrici (salariate) |
| Struttura |
adeguata, grande sala,3 bagni,cucina,patio( in affitto) |
| Materiale didattico e giochi |
frutto di eventuali donazioni |
| Sovvenzione economica fissa |
21 euro per bambino al mese (ass. AMSES ) |
| Retta pagata dai genitori |
5 euro al mese fissi per tutti. Assolvibilita' 65%.(molti
sono troppo poveri anche per queste cifre) |
Fondo Colorato Ninho
| Accoglienza |
16 bambini fra due e tre anni |
| Orario |
dalle 13 alle 17,30 |
| Pasti somministrati |
pranzo e merenda |
| Personale lavorativo |
una insegnante e una collaboratrice |
| Struttura |
adeguata, sala, saletta giochi,cameretta,cucina,tre
bagni, patio (appartamento in affitto) |
| Retta pagata dai genitori |
5 euro al mese |
| Sovvenzione economica |
Nessuna certa. Sporadiche solidarieta'. |
Spero di essere stata abbastanza esauriente e soprattutto di aver comunicato il senso e l'anima di questo progetto che mi sta a cuore e che fa parte ormai delle acquisizioni sociali di questa comunità e che oggi possiamo definire implementato e funzionante.
Non so quale tipo di aiuto avete la possibilità di dare, affinchè l'iniziativa continui e cresca , ma so che qualunque sia la vostra partecipazione sarà essenziale e comunque molto ben accolta da tutti noi che sappiamo che la nostra possibilità di continuare dipende molto dallo spirito di solidarietà delle persone, oltre al nostro incondizionato impegno.
Ho conosciuto Nadia e Alberto quando sono venuti a trovarmi a Santo Antao, portando con loro materiale di ogni tipo, che ci ha permesso di far crescere questi bimbi con dignità e voglia di fare!
Grazie di voler conoscere, e forse far conoscere questa iniziativa che, se inizialmente mi e' scaturita dal cuore , ora ha acquisito anche un posto nella vita e nella solidarietà sociale di e per questo piccolo paese.
Vera
Asilo infantile Fondo Colorato Alice ( F.C.A)
Ponta do Sol
Ilha de Sto. Antão
Rep. de Cabo Verde
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